Grande partecipazione agli Stati Generali promossi dal Consorzio Nazionale Grappa al Roma Bar Show. Oltre venti realtà produttive riunite per condividere dati, priorità e una nuova prospettiva di comunicazione e valorizzazione del distillato italiano
Un confronto partecipato, concreto e aperto, capace di riunire intorno allo stesso tavolo alcune delle principali realtà della produzione italiana e di porre le basi per un percorso comune. Si sono chiusi qualche giorno fa con un riscontro particolarmente positivo gli Stati Generali della Grappa, organizzati dal Consorzio Nazionale per la Tutela della Grappa nell’ambito del Roma Bar Show.
L’incontro, aperto alle aziende produttrici indipendentemente dall’appartenenza al Consorzio, ha confermato la volontà del comparto di confrontarsi sui temi decisivi per il futuro della Grappa: andamento dei consumi, produzione, mercati internazionali, evoluzione delle occasioni di consumo, reputazione del prodotto e necessità di costruire un racconto più forte, contemporaneo e condiviso. L’obiettivo raggiunto dagli Stati Generali è stato mettere al centro ciò che unisce il settore e trasformare il confronto in un punto di partenza operativo.
A testimoniare il valore dell’appuntamento è stata soprattutto l’ampiezza della partecipazione. Hanno preso parte al confronto: Bepi Tosolini, Marzadro, Nardini, Domenis1898, Mazzetti D’Altavilla, Stock, BonaventuraMaschio, Distillerie Bonollo Umberto S.p.A., Bottega, Francoli, Nannoni, Poli, Mazzari, Deta, Pisoni, Castagner, Rossi d’Angera, Roner, Zanin, Branca, Distillerie Bonollo S.p.A., Nonino e Distillerie F.lli Caffo.
“La riuscita degli Stati Generali dà un segnale molto importante. Nel comparto esiste la volontà di confrontarsi e di costruire insieme una prospettiva per la Grappa. Vedere riunite a Roma tante aziende, con storie, dimensioni e sensibilità differenti, significa avere già compiuto un primo passo nella direzione che ci eravamo dati, ovvero, partire da ciò che ci unisce. I dati ci dicono con chiarezza che dobbiamo agire, ma ci mostrano anche dove sono le opportunità. La Grappa ha una storia, un’identità e una qualità che pochi distillati possono vantare; ora dobbiamo essere capaci di raccontarle con linguaggi e occasioni di consumo contemporanei, senza perdere il legame con quella tradizione che costituisce la nostra forza. Gli Stati Generali rappresentano l’avvio di un percorso. Il Consorzio vuole essere la casa nella quale questo confronto possa continuare e trasformarsi in progetti, comunicazione e azioni concrete a beneficio dell’intero settore”, ha dichiarato Nuccio Caffo, Presidente del Consorzio Nazionale Grappa.
“Non ho mai visto tanti produttori di Grappa insieme e questo è già un segnale importante. La Grappa sta all’Italia come il whisky sta alla Scozia o il Cognac alla Francia; è uno spirito identitario che deve però trovare linguaggi e occasioni capaci di parlare anche alle nuove generazioni. Il bartending può avere un ruolo decisivo, la miscelazione e ready to drink possono essere porte d’ingresso, a condizione di partire dalla qualità. Serve una comunicazione più giovane e soprattutto serve fare sistema, perché se cresce la categoria crescono tutti”, ha sottolineato Fabio Bacchi, cofondatore di Roma Bar Show.
Il confronto è partito dalla lettura dei numeri del comparto e dei profondi cambiamenti che stanno interessando il mondo degli spirits.
Nel 2025 i consumi di spirits in Italia si sono attestati a circa 125 milioni di litri, con la Grappa che rappresenta circa il 10% dei volumi della categoria. Il mercato sta attraversando una fase di profonda evoluzione, che rende sempre più importante un’azione coordinata per rafforzare il posizionamento della Grappa e intercettare nuove occasioni di consumo.
I segnali più interessanti arrivano dai comportamenti dei consumatori. Il 52% degli italiani, quando mangia fuori casa, ricerca esperienze di qualità superiore e circa 25 milioni di persone orientano gli acquisti anche verso piacere e gratificazione. Negli spirits, la miscelazione è preferita dall’80% dei consumatori fuori casa e dal 52% a casa, mentre i ready to drink sono cresciuti del 52% rispetto al 2019. Qualità, mixology, nuovi momenti di consumo e diversificazione dei mercati internazionali emergono quindi come alcune delle principali direttrici di sviluppo per la Grappa.
I dati sono stati il punto di partenza per discutere non soltanto di mercato, ma soprattutto di come tornare a rendere la Grappa rilevante per consumatori diversi e in momenti diversi.
La strategia presentata durante gli Stati Generali individua quattro obiettivi: rilanciare il consumo, dare maggiore visibilità alle distillerie, rafforzare la notorietà del Consorzio e della Grappa IG e raggiungere un pubblico più ampio attraverso nuovi valori e nuove occasioni di consumo.
Una prospettiva che parte da un elemento identitario forte. La Grappa è una Indicazione Geografica esclusivamente italiana e il Consorzio è il primo organismo di tutela riconosciuto in Italia per una bevanda spiritosa a Indicazione Geografica. Da qui la volontà di affermarne sempre più chiaramente il ruolo di vero “Distillato d’Italia”.
Tre, in particolare, le direttrici sulle quali sviluppare il racconto futuro: al bancone, la Grappa miscelata, facendo del cocktail una porta d’ingresso per nuovi consumatori; nel bicchiere, la Grappa riserva per valorizzare la dimensione premium e da meditazione; sul territorio, la Grappa destinazione, trasformando le distillerie e i luoghi di produzione in esperienze da conoscere e visitare.
Il progetto prevede una costruzione progressiva dove le diverse leve della comunicazione lavorano all’interno di uno stesso racconto, per poi sviluppare dal 2027 una visione ancora più ampia, capace di portare l’eccellenza della Grappa anche verso nuovi pubblici e mercati internazionali.
Tra le linee illustrate rientra anche la possibilità di raccontare l’italianità della Grappa attraverso voci e protagonisti internazionali legati al nostro Paese, facendo dell’origine e dell’autenticità non soltanto un elemento di tutela, ma un vero patrimonio di comunicazione.
Accanto alla comunicazione, il percorso potrà contare su fiere e saloni, degustazioni e masterclass, attività dedicate al mondo HoReCa, comunicazione internazionale, formazione tecnica e ricerca, con l’obiettivo comune di rafforzare la conoscenza della Grappa IG e costruire strumenti condivisi per l’intera filiera.
Il riconoscimento ministeriale apre inoltre al comparto nuove e concrete opportunità di finanziamento e cofinanziamento, mettendo a disposizione risorse importanti per sostenere attività di promozione, comunicazione, formazione, ricerca e sviluppo sui mercati internazionali. Ai progetti già realizzati e rendicontati si affiancano nuove iniziative dedicate in particolare alla valorizzazione della Grappa IG in Italia e all’estero, al coinvolgimento del canale HoReCa, alle degustazioni, alla conoscenza dei consumatori e alla partecipazione a fiere ed eventi di settore. Un sistema di risorse pubbliche ed europee che può amplificare gli investimenti delle imprese e dare continuità a una strategia condivisa di rilancio e valorizzazione della Grappa IG.
Un ulteriore segnale di attenzione verso il comparto è arrivato dall’incontro con Matteo Zoppas, Presidente di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Un’occasione di confronto che ha permesso di portare al centro anche il tema dell’internazionalizzazione della grappa, prodotto fortemente identitario del Made in Italy e con importanti potenzialità sui mercati esteri.
Il Presidente Zoppas ha manifestato vicinanza al settore e disponibilità a sostenere il percorso di rilancio e valorizzazione della grappa, confermando l’attenzione verso le opportunità di sviluppo e promozione internazionale del comparto con queste parole: “La Grappa è un prodotto indubbiamente identitario del Made in Italy e il Consorzio Nazionale svolge un ruolo fondamentale nel tutelarne il valore, aggregare le imprese e rafforzarne il posizionamento sui mercati internazionali. Nel 2025 l’export ha raggiunto circa 37 milioni di euro, con segnali particolarmente interessanti anche su mercati ad alto potenziale come gli Stati Uniti e non solo. Un numero che evidenzia quindi una grande potenzialità soprattutto all’estero. Il lavoro che la categoria sta portando avanti va nella direzione giusta: come ICE e come Sistema Paese dobbiamo accompagnare questa capacità delle imprese, mettendo a disposizione strumenti, relazioni e iniziative di promozione. L’auspicio è poter individuare insieme al Consorzio nuove opportunità e progetti concreti per portare sempre più Grappa italiana nel mondo”.
Il risultato più significativo degli Stati Generali è la nascita di un terreno comune sul quale proseguire il confronto. Il riconoscimento ministeriale ottenuto dal Consorzio ha aperto una nuova fase per la Grappa italiana; l’incontro di Roma ha indicato la volontà del comparto di riempire questa nuova fase di contenuti, progettualità e partecipazione.
La sfida sarà ora trasformare la forte identità costruita dalla Grappa nel corso della propria storia in un valore comprensibile e desiderabile anche per le nuove generazioni, moltiplicandone occasioni, linguaggi e contesti di consumo.
Conservare le radici, dunque, ma cambiare il modo di raccontarle. E soprattutto farlo insieme.




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